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ISBN: come funziona il codice dei libri

Ogni libro porta tredici cifre che dicono paese, editore ed edizione. L’ISBN non dà alcun diritto, ma senza quel codice un libro non è ordinabile: ecco come funziona.

Quarta di copertina di un libro con il codice a barre e le cifre dell’ISBN stampate in bianco su fondo scuro, foto ravvicinata

Sulla quarta di copertina di quasi ogni libro c'è un rettangolo bianco con un codice a barre e tredici cifre: l'ISBN, International Standard Book Number. È l'anagrafe commerciale del libro, l'identificativo con cui una copia precisa di un'edizione precisa può essere ordinata, fatturata e tracciata in ogni angolo del mercato. Le cifre sono passate da dieci a tredici a partire dal 2007, quando il codice ha assorbito il prefisso del codice a barre commerciale. Sembrano un linguaggio segreto, invece è una struttura pubblica e ordinata, e si smonta in un minuto.

Le cinque parti del codice

Un ISBN a tredici cifre si legge in cinque blocchi, di lunghezza variabile ma funzione fissa. Il prefisso commerciale, oggi 978 o 979, apre il codice. Segue il gruppo di registrazione, che indica l'area linguistica o geografica: l'Italia nel blocco 978 è identificata dal numero 88. Poi viene il codice del registrante, cioè l'editore: i gruppi grandi hanno codici corti, perché gli resta spazio per più titoli; le case piccole hanno codici più lunghi. Segue il codice della pubblicazione, che individua l'edizione singola. In coda una cifra di controllo, calcolata sulle precedenti, che intercetta gli errori di battitura. La struttura completa sta nella tabella seguente.

La struttura di un ISBN a tredici cifre, blocco per blocco
BloccoChe cosa identificaEsempio di segmento
Prefissoil codice commerciale dei libri978
Gruppo di registrazionel'area linguistica: 88 è l'Italia88
Registrantel'editore che ha il bloccocodice assegnato all'editore
Pubblicazionequella edizione precisa di quel titolocodice assegnato al titolo
Cifra di controlloil controllo di validità del codiceuna cifra calcolata

Un codice per ogni formato

Il principio più importante è che l'ISBN individua un'edizione in un formato, non un'opera astratta. La brossura media, il tascabile, il cartonato, l'ebook e l'audiolibro della stessa storia hanno codici diversi, secondo la logica dei formati che la tabella dei formati mette in fila: sono prodotti diversi, con prezzi e canali diversi. Da qui la regola pratica dei cataloghi: ogni volta che nasce un formato nuovo, nasce un ISBN nuovo. Riusare il codice di un formato per un altro è l'errore tecnico più costoso del settore, perché gli ordini arrivano sbagliati e i dati di vendita si contaminano.

Chi assegna i codici in Italia

In Italia la gestione del sistema è affidata a ISBN Italia, il servizio dell'Associazione Italiana Editori, l'associazione che rappresenta il settore editoriale: editore e autoproditori registrano là il proprio blocco di codici e li assegnano alle pubblicazioni. La richiesta non è obbligatoria per legge: nessuna norma impone l'ISBN, e teoricamente un libro senza codice può esistere e circolare. Ma la catena commerciale lo pretende: librerie, distributori e grandi canali ordinano per ISBN, quindi senza codice un libro resta fuori dal sistema degli ordini, e la stampa on demand stessa presume un codice attivo per rendersi utile.

A che cosa serve davvero

L'ISBN serve a tre cose concrete. Rende il libro ordinabile: il codice è la chiave con cui il libraio comanda la copia giusta. Rende le vendite tracciabili: i dati di mercato del libro si leggono per codice, edizione per edizione. E rende i metadati affidabili: attorno al codice girano schede con titolo, autore, traduttore e descrizione, che alimentano i cataloghi di tutta la filiera. Che cosa non serve: proteggere l'opera. L'ISBN non è un diritto, è un indirizzo; la protezione nasce con la creazione, come spiega la legge 633 del 1942, e non ha bisogno di codici a barre.

La ronda dell’ISBN

Sette controlli da fare prima di stampare un codice sulla copertina:

  • ogni formato del libro ha il suo codice, carta e digitale comprese;
  • il codice stampato corrisponde esattamente a quello registrato;
  • la cifra di controllo passa la verifica, si controlla in un minuto;
  • i metadati collegati al codice sono completi: titolo, autore, traduttore;
  • non ho riusato un codice già assegnato a un'altra edizione;
  • se cambio formato o edizione, richiedo un codice nuovo;
  • ricordo che il codice ordina, ma non protegge: i diritti sono un'altra storia.

Errori comuni

Il primo è usare lo stesso ISBN per carta e digitale, con ordini che arrivano per il formato sbagliato. Il secondo è credere che assegnare il codice protegga l'opera: la protezione viene dalla legge sul diritto d'autore, l'indirizzo viene dal sistema commerciale. Il terzo è stampare il codice sbagliato o illeggibile sulla copertina: il lettore non lo nota, il libraio sì. Il quarto è chiedere il codice all'ultimo momento, quando i metadati vanno in linea con la stampa già in corso. L'ultimo è confondere l'ISBN con il codice a barre: la barra è solo la forma grafica delle stesse cifre.

In sintesi

L'ISBN è un indirizzo a tredici cifre: prefisso, gruppo 88 per l'Italia, editore, edizione, controllo. Uno per ogni formato, assegnato in Italia dal servizio dell'associazione degli editori, non obbligatorio per legge ma indispensable per essere ordinabili. Chi ha un libro da mandare in stampa parte dal codice, controlla i formati nella tabella di riferimento, e cura i metadati come parte del progetto editoriale. La protezione dell'opera, invece, la dà la legge 633, e si discute nel saggio sul contratto di edizione.